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Giustizia e libertà per i Cinque!
cuba

Comunicato dell’Associazione Nazionale di Amicizia Italia-Cuba sulla sentenza della Corte di Appello di Atlanta

L’Associazione Nazionale di Amicizia Italia-Cuba condanna fermamente la nuova sentenza contro i Cinque patrioti cubani emessa nei giorni scorsi dalla Corte di Appello di Atlanta.

Con questo pronunciamento emerge, con ancora più chiarezza, che gli Stati Uniti non combattono il terrorismo internazionale in tutte le sue forme. Infatti, quello che colpisce Cuba non viene minimamente perseguito dall’Amministrazione statunitense e, anzi, vi è una vasta documentazione che ne dimostra connivenze, protezione e sostegno.

Il processo evidentemente politico in atto negli Stati Uniti contro i Cinque Eroi cubani - che controllavano le attività della mafia cubana di Miami per prevenire attacchi terroristici contro Cuba, organizzati dagli stessi mafiosi della Florida - è semplicemente vergognoso.

Anche il Gruppo di Lavoro sulle Detenzioni Arbitrarie della Commissione dell’ONU per i Diritti Umani, nel suo Parere n° 19/2005 aveva stigmatizzato che la privazione della libertà di questi cinque cubani “è in violazione dell'articolo 14 della Convenzione Internazionale dei Diritti Civili e Politici”.

L’Associazione Nazionale di Amicizia Italia-Cuba, condanna tutte le forme di terrorismo e ribadisce la propria solidarietà ai Cinque Eroi ingiustamente detenuti nelle carceri statunitensi, ai loro familiari, al popolo e al Governo cubano.
Fa appello al Governo e al Parlamento italiani e all’Unione Europea affinché si adoperino per far cessare negli Stati Uniti le azioni lesive sia del diritto internazionale sia dello stesso diritto statunitense.

La Segreteria Nazionale
11 giugno 2008

Nascita del

Comitato Italiano per la giustizia per i Cinque

L’incarcerazione dei cinque agenti cubani, detenuti oramai da quasi nove anni nelle carceri statunitensi, rappresenta per molti versi una lesione dei principi internazionalmente riconosciuti dello Stato di diritto. Risultano, infatti, del tutto pretestuose le accuse di omicidio e spionaggio per le quali sono stati condannati a pesanti pene detentive i cinque agenti cubani, che svolgevano attività volte esclusivamente a prevenire attentati terroristici sul suolo cubano ed altrove, reperendo informazioni in modo nonviolento.

L’amministrazione statunitense, avvertita dalle autorità cubane e richiesta di collaborazione nella repressione del fenomeno terroristico che veniva organizzato a partire dal suo territorio, non ha ottemperato all’obbligo di cooperare contro il terrorismo sancito dal diritto internazionale vigente.

Il processo, come ravvisato dal panel di appello di Atlanta nella sentenza dell’agosto 2005 e dal gruppo di lavoro delle Nazioni Unite sulle detenzioni arbitrarie nel parere dello stesso anno, non ha rispettato gli standard minimi del trattamento processuale equo, stabiliti dal Patto internazionale sui diritti civili e politici, ratificato dagli Stati Uniti, e dalla Costituzione statunitense.

Per giunta, i diritti umani dei cinque sono stati ulteriormente violati con lunghi periodi di detenzione in isolamento, del tutto ingiustificati alla luce delle stesse regolamentazioni carcerarie, e l’immotivato rifiuto di incontrare i parenti più prossimi.

Un appello indirizzato al Congresso statunitense da varie decine di deputati e senatori italiani è rimasto finora senza alcuna risposta.

Per tutti tali motivi abbiamo ritenuto importante costituire un “Comitato Italiano per la giustizia per i Cinque” e lanciare un ulteriore appello indirizzato alla società civile, alle associazioni democratiche e culturali, ai movimenti politici e ai nostri parlamentari in difesa dei diritti dei cinque agenti cubani e dell’ordinamento giuridico internazionale.

Una conferenza-stampa sarà tenuta entro settembre per informare sugli sviluppi della situazione e le attività del comitato.

Componenti del “Comitato Italiano per la giustizia per i Cinque” :

Heidi Giuliani, Franca Rame, Manuela Palermi,  Luciano Vasapollo, Fabio Marcelli, Luca Baiada,  Sabina Siniscalchi, Iacopo Venier, Luciano Pettinari,  José Luiz Del Roio, José Luis Tagliaferri, Franco Forconi.

Coordinatore: Franco Forconi.

L’Associazione Nazionale di Amicizia Italia-Cuba, apprendendo la notizia dai mezzi di comunicazione italiani, esprime la propria soddisfazione per la liberazione di Ingrid Betancourt e degli altri sequestrati dalla loro prigionia.

Ci auguriamo che tutte le altre persone sequestrate nel mondo possano riacquistare la libertà, come nel caso dei Cinque cubani detenuti da 10 anni nelle carceri statunitensi, dopo un processo definito illegale dal Gruppo di Lavoro sulle Detenzioni Arbitrarie della Commissione dell’ONU per i Diritti Umani, nel suo Parere n° 19/2005, in quanto è stato fatto “in violazione dell'articolo 14 della Convenzione Internazionale dei Diritti Civili e Politici”.

Questi Cinque cubani controllavano l’attività dei gruppi terroristici di Miami per prevenire attentati contro il proprio popolo. Paradossalmente il Governo degli Stati Uniti, anziché fare arrestare i terroristi ha fatto arrestare loro.

Gradiremmo che i mezzi di comunicazione italiani si occupassero anche di casi come questo.

Il 13 settembre 2008, a Roma, ci sarà una manifestazione nazionale per chiedere la liberazione dei Cinque cubani, puniti in modo politico dal Governo statunitense. Questo fatto dimostra che per l’Amministrazione Bush esiste anche un terrorismo buono - quello che colpisce Cuba - da proteggere e da finanziare.

Per noi democratici italiani, invece, esiste un solo terrorismo ed è sempre da condannare.

Chiediamo pertanto alle forze politiche e ai mezzi di comunicazione italiani di attivarsi con lo stesso impegno dimostrato nel caso di Ingrid Betancourt.

Segreteria Nazionale
Associazione di Amicizia Italia-Cuba

SVENTATO A CUBA SEQUESTRO AEREO CIVILE

 Comunicato del Ministero dell’Interno della Repubblica di Cuba
del 3 maggio del 2007

Nella nottata di oggi, giovedí 3 maggio, sono stati catturati due individui che tentavano di impossessarsi di una aeromobile civile allo scopo di raggiungere gli Stati Uniti.

Per realizzare il loro obiettivo si sono impossessati di un autobus del trasporto urbano, preso come ostaggi vari passeggeri, hanno fatto irruzione con tale veicolo nel Terminal 1 dei voli nazionali dell’aeroporto “José Martí” e si sono introdotti a bordo di un aereo lí parcheggiato, senza equipaggio nè passeggeri.

Una volta a bordo dell’aereo, gli assassini hanno ucciso uno degli ostaggi, il Tenente Colonnello delle Forze Armate Rivoluzionarie (FAR) Victor Ibo Acuña Velázquez il quale, nonostante fosse disarmato, ha cercato eroicamente di impedire che si commettesse l’atto terroristico.

L’azione efficace e coordinata delle forze dell’ordine ha permesso di frustrare il proposito dei sequestratori e di preservare la vita del resto degli ostaggi.

I delinquenti catturati sono gli ultimi due autori in fuga dallo scorso 29 aprile dopo aver assassinato il soldato del Servizio Militare Attivo Yoendris Gutiérrez Hernández mentre prestava servizio come sentinella in una unitá delle Forze Armate Rivoluzionarie (FAR), e ferito un altro combattente.

In quell’occasione tali individui, che stavano anch’essi svolgendo il Servizio Militare Attivo nello stesso raggruppamento, fuggirono con due fucili AK per cui venne dispiegato un intenso piano operativo di ricerca e adottate misure dirette ad evitare nuove vittime.

Le autorità hanno potuto contare in ogni momento sul piú deciso appoggio della popolazione della zona che facilitó, in primo luogo, la cattura di un’altra persona coinvolta nei fatti la quale ha rivelato che il proposito era quello di abbandonare il paese in maniera illegale.

Ancora una volta rimane evidente il carattere criminale della cosiddetta “Ley de Ajuste Cubano” (1), che incoraggia azioni vandaliche e criminali. Sulle massime autorità degli Stati Uniti ricade la responsabilità di questi nuovi crimini che si sommano alla lunga lista di atti di terrorismo di cui Cuba è  stata vittima per quasi mezzo secolo.

Ministero dell’Interno Repubblica di Cuba

(1) Legge statunitense che applica ai cittadini cubani un trattamento migratorio privilegiato

L' Associazione Nazionale di Amicizia Italia-Cuba aderisce alla manifestazione di
sabato 13 settembre 2008
a Piazza Farnese a Roma indetta dal Comitato Italiano Giustizia per i Cinque.
Una manifestazione che vogliamo grande, partecipata e unitaria a sostegno della causa dei Cinque patrioti cubani detenuti nelle carceri statunitensi solo per aver sventato e denunciato alle autorità statunitensi attentati terroristici contro Cuba da parte dei gruppi mafiosi anticubani di Miami. A settembre saranno dieci anni che questi cinque cubani sono reclusi ingiustamente e illegalmente nelle carceri degli Stati Uniti.
L'
Associazione Nazionale di Amicizia Italia-Cuba invita tutti i propri circoli, tutte le forze politiche e sociali, tutte le associazioni di solidarietà con Cuba, tutto il mondo del volontariato, tutti i sinceri democratici a partecipare alla manifestazione indetta dal Comitato Italiano Giustizia per i Cinque.
Associazione Nazionale di Amicizia Italia-Cuba
Per adesioni:
info@giustiziapericinque.org

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Il Che Guevara continua a vincere le sue battaglie

Convocate in USA marce per la liberazione dei 5 antiterroristi cubani 
Washington, 5 giugno (Prensa Latina)

Il Comitato Nazionale per la Liberazione dei Cinque antiterroristi cubani incarcerati negli Stati Uniti ha convocato per oggi e domani manifestazioni in varie città, in risposta alla sentenza di un tribunale federale d'appello.
In un comunicato, l'organizzazione sollecita ad organizzare marce a New York, Los Angeles, Boston, Miami, Detroit ed altre città, per esigere la scarcerazione degli imputati.
L'appello esorta, inoltre, a realizzare proteste a Cuba davanti ad edifici del governo federale ed all'estero di fronte ad ambasciate, consolati ed altre dipendenze degli Stati Uniti.
L'organizzazione segnala che il panel di tre giudici del Tribunale d'Appello dell'Undicesimo Circuito di Atlanta, con un'insolita decisione ieri, ha rigettato il ricorso d'appello presentato dalla difesa dei Cinque, confermando tutte le imputazioni per le quali furono condannati nel giudizio di primo grado.
Tra esse, quelle di cospirazione ai fini di spionaggio ed assassinio.
Dal 12 di settembre del 1998, Ramón Labañino, Fernando González, Antonio Guerriero, Gerardo Hernández e René González sono detenuti nelle prigioni statunitensi, puniti per aver informato il proprio paese su piani d’azioni terroristiche organizzate in Florida.
Le pene oscillano da 15 anni di prigione fino al doppio ergastolo comminato a Gerardo.
Nell'udienza di mercoledì scorso, il panel ha annullato alcune imputazioni a tre di essi che dovranno essere nuovamente giudicati a Miami.
Il giudizio, di 99 pagine, ordina il riesame dei casi di Ramón, condannato all'ergastolo più 18 anni, di Fernando, a 19 anni, e di Antonio, all'ergastolo più 10 anni.
Le pene di René, 15 anni, e Gerardo, due ergastoli più 15 anni, sono state confermate.
I giudici non hanno ritenuto meritevoli di nota gli argomenti presentati dalla difesa contro la dichiarazione di colpevolezza dei cinque antiterroristi.
Il 20 agosto scorso, gli avvocati dei patrioti cubani denunciarono davanti al tribunale di Atlanta le manipolazioni politiche del processo giudiziale che determinarono la reclusione dei Cinque, come risaputo a livello internazionale.
La difesa confutò la "Causa No.3" contro Gerardo imputato di cospirazione per commettere assassinio, ritenendola insufficiente dal punto di vista legale.
Un altro aspetto denunciato era la brutta condotta del governo nel processo giudiziale, particolarmente del pubblico ministero statunitense John Kastrenakes, nella sua arringa conclusiva davanti alla giuria.
In quell'istanza, Kastrenakes superò i limiti del proprio mandato.
La terza tematica discussa era riferita alle sentenze di Gerardo, Antonio e Ramón, condannati all'ergastolo malgrado non si trattasse di un caso di sicurezza nazionale.

Inaugurada en Los Angeles valla sobre los Cinco

Per non mandare in fumo la Terra dovremmo fare tutti come i cubani.
(Il paese caraibico e' l'unico a garantire tenori di vita dignitosi senza sprecare risorse)

di Alex Saragosa

su La Repubblica del 07/12/2007

Quanti Paesi assicurano un buon livello di vita ai loro cittadini, in modo sostenibile? Secondo il Global Footprink Network, un’associazione che misura l’impatto ambientale dello sviluppo economico, ce n’è uno solo: Cuba.

I ricercatori del Gfn hanno incrociato due parametri, l’ Hdi, indice di sviluppo umano, che misura la qualità della vita di un Paese in termini di longevità, reddito, sanità, educazione e il Planet Lifestyle (Pl), cioè il numero di pianeti necessari per soddisfare le esigenze di consumo se tutti gli abitanti del mondo adottassero lo stile di vita di una certa nazione. Un Hdi di 1 è la situazione ideale, mentre un Pl di 1 indica uno stile di vita che richiede esattamente quanto il mondo può produrre senza danni ambientali. L’umanità, pur avendo un indice Hdi ancora inferiore a 0,7 , ha già un Pl di 1,3: consuma più di quanto la Terra si possa permettere. In realtà, i Paesi africani e parte di quelli asiatici hanno un Pl sopportabile, ma indici di Hdi inaccettabilmente bassi. Al contrario, i Paesi ricchi hanno ottimi indici di sviluppo umano, ma ci vorrebbero 2,5 Terre se tutti volessero vivere come l’Europa e ben 5 se tutti imitassero gli Usa. Unica eccezione Cuba, che con un Hdi di 0,8 e un Pl di 0,9 assicura una vita dignitosa ai suoi cittadini, con un consumo sostenibile.