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COMUNICATO STAMPA CONTRO LA DECISIONE DELLA CORTE SUPREMA DEGLI STATI UNITI
L’Associazione nazionale di Amicizia Italia-Cuba esprime il proprio sdegno per la decisione della Corte Suprema degli Stati Uniti di rigettare la revisione del processo nei confronti dei Cinque eroi cubani detenuti illegalmente da oltre 10 anni nelle carceri Usa.
Una decisione per la quale la Corte suprema non ha dato motivazione alcuna che getta una nuova ed ennesima pesante vergogna sulla democrazia statunitense.
La politica estera e le relazioni con Cuba non sono cambiate e la gestione di Obama non si dissocia di molto da quella di Bush. La giustizia statunitense ha perso ancora una volta l’opportunità di porre rimedio a un processo ritenuto ingiusto da giuristi e personalità di tutto il mondo
Continueremo con la nostra solidarietà a batterci con Cuba per ottenere la liberazione dei Cinque cubani che, come unica colpa, hanno quella di aver difeso il proprio popolo da azioni di terrorismo provenienti dalla Florida.
Segreteria Nazionale Associazione di Amicizia Italia-Cuba

Comunicato dell’Associazione Nazionale di Amicizia Italia-Cuba sulla sentenza della Corte di Appello di Atlanta
L’Associazione Nazionale di Amicizia Italia-Cuba condanna fermamente la nuova sentenza contro i Cinque patrioti cubani emessa nei giorni scorsi dalla Corte di Appello di Atlanta.
Con questo pronunciamento emerge, con ancora più chiarezza, che gli Stati Uniti non combattono il terrorismo internazionale in tutte le sue forme. Infatti, quello che colpisce Cuba non viene minimamente perseguito dall’Amministrazione statunitense e, anzi, vi è una vasta documentazione che ne dimostra connivenze, protezione e sostegno.
Il processo evidentemente politico in atto negli Stati Uniti contro i Cinque Eroi cubani - che controllavano le attività della mafia cubana di Miami per prevenire attacchi terroristici contro Cuba, organizzati dagli stessi mafiosi della Florida - è semplicemente vergognoso.
Anche il Gruppo di Lavoro sulle Detenzioni Arbitrarie della Commissione dell’ONU per i Diritti Umani, nel suo Parere n° 19/2005 aveva stigmatizzato che la privazione della libertà di questi cinque cubani “è in violazione dell'articolo 14 della Convenzione Internazionale dei Diritti Civili e Politici”.
L’Associazione Nazionale di Amicizia Italia-Cuba, condanna tutte le forme di terrorismo e ribadisce la propria solidarietà ai Cinque Eroi ingiustamente detenuti nelle carceri statunitensi, ai loro familiari, al popolo e al Governo cubano.
Fa appello al Governo e al Parlamento italiani e all’Unione Europea affinché si adoperino per far cessare negli Stati Uniti le azioni lesive sia del diritto internazionale sia dello stesso diritto statunitense.
La Segreteria Nazionale
11 giugno 2008
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Nascita del
“Comitato Italiano per la giustizia per i Cinque”
L’incarcerazione dei cinque agenti cubani, detenuti oramai da quasi nove anni nelle carceri statunitensi, rappresenta per molti versi una lesione dei principi internazionalmente riconosciuti dello Stato di diritto. Risultano, infatti, del tutto pretestuose le accuse di omicidio e spionaggio per le quali sono stati condannati a pesanti pene detentive i cinque agenti cubani, che svolgevano attività volte esclusivamente a prevenire attentati terroristici sul suolo cubano ed altrove, reperendo informazioni in modo nonviolento.
L’amministrazione statunitense, avvertita dalle autorità cubane e richiesta di collaborazione nella repressione del fenomeno terroristico che veniva organizzato a partire dal suo territorio, non ha ottemperato all’obbligo di cooperare contro il terrorismo sancito dal diritto internazionale vigente.
Il processo, come ravvisato dal panel di appello di Atlanta nella sentenza dell’agosto 2005 e dal gruppo di lavoro delle Nazioni Unite sulle detenzioni arbitrarie nel parere dello stesso anno, non ha rispettato gli standard minimi del trattamento processuale equo, stabiliti dal Patto internazionale sui diritti civili e politici, ratificato dagli Stati Uniti, e dalla Costituzione statunitense.
Per giunta, i diritti umani dei cinque sono stati ulteriormente violati con lunghi periodi di detenzione in isolamento, del tutto ingiustificati alla luce delle stesse regolamentazioni carcerarie, e l’immotivato rifiuto di incontrare i parenti più prossimi.
Un appello indirizzato al Congresso statunitense da varie decine di deputati e senatori italiani è rimasto finora senza alcuna risposta.
Per tutti tali motivi abbiamo ritenuto importante costituire un “Comitato Italiano per la giustizia per i Cinque” e lanciare un ulteriore appello indirizzato alla società civile, alle associazioni democratiche e culturali, ai movimenti politici e ai nostri parlamentari in difesa dei diritti dei cinque agenti cubani e dell’ordinamento giuridico internazionale.
Una conferenza-stampa sarà tenuta entro settembre per informare sugli sviluppi della situazione e le attività del comitato.
Componenti del “Comitato Italiano per la giustizia per i Cinque” :
Heidi Giuliani, Franca Rame, Manuela Palermi, Luciano Vasapollo, Fabio Marcelli, Luca Baiada, Sabina Siniscalchi, Iacopo Venier, Luciano Pettinari, José Luiz Del Roio, José Luis Tagliaferri, Franco Forconi.
Coordinatore: Franco Forconi.
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Il 29 ottobre 2008, per la diciassettesima volta consecutiva, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha approvato una mozione presentata da Cuba contro il blocco economico, commerciale e finanziario imposto dagli Stati Uniti contro il popolo cubano da quasi cinquant’anni... (leggi documento)

Dichiarazione finale dell’Incontro Europeo di Solidarietà e di Amicizia con Cuba
Gli 86 delegati in rappresentanza di 28 paesi e di 32 organizzazioni all'Incontro Europeo di Solidarietà e di Amicizia con Cuba ratificano la richiesta ai loro Governi e agli organismi politici e amministrativi dell'Unione Europea, affinché esigano immediatamente dal Governo degli Stati Uniti d’America la fine del criminale blocco imposto al popolo cubano da quasi mezzo secolo e l'immediata liberazione dei Cinque cubani che lottavano contro il terrorismo, detenuti da oltre dieci anni nelle carceri dell'impero... (leggi documento)

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Compagni,
con profonda tristezza vi comunichiamo che nella mattinata del 31 ottobre è venuto a mancare Arnaldo Cambiaghi, fondatore e già presidente dell'Associazione Nazionale di Amicizia Italia-Cuba.
La sua storia personale è un esempio di militanza comunista che inizia come partigiano nella guerra di Liberazione.
Attivista sindacale nel primo dopoguerra fino a quando il Partito Comunista Italiano lo incarica di occuparsi di Radio Praga e successivamente di Radio Varsavia.
Tornato in Italia lavora per l'ETLI, di cui diventa presidente, quindi dell'Italturist.Il suo legame con
la Rivoluzione
cubana inizia dai primi anni Sessanta.
E' tra i fondatori dell'Associazione Nazionale di Amicizia Italia-Cuba, di cui diventa presidente nel 1992, carica che manterrà fino al 2001. Per il suo infaticabile lavoro di propulsore della solidarietà con
la Rivoluzione
, nel 1993 il Consiglio di Stato di Cuba gli assegna
la
Medaglia
d'Oro dell'Amicizia.
L'Associazione Nazionale di Amicizia Italia-Cuba gli rende onore continuando a lavorare nella direzione da lui tracciata di solidarietà e di unità.
La Segreteria Nazionale
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“La diciottesima schiacciante vittoria di Cuba all’ONU”
L’Associazione Nazionale di Amicizia Italia-Cuba esprime la propria soddisfazione per l’ennesima schiacciante vittoria di Cuba alle Nazioni Unite.Sono infatti 187 su 192 i paesi che hanno sostenuto la risoluzione di Cuba contro il blocco Usa. Solo tre i no (Usa, Israele e Palau) e solo 2 gli astenuti (Isole Marshall e Micronesia).Ancora una volta la diplomazia cubana ha mostrato la sua eccellenza e per la diciottesima volta gli Stati Uniti escono duramente sconfitti dalla votazione delle Nazioni Unite. Gli Stati Uniti sono sempre più isolati e sconfitti ed è solo grazie alla arroganza della loro forza militare che riescono ad imporre al mondo, dal 1962, questa barbarie del blocco a Cuba.Come Associazione chiediamo al premio Nobel per
la pace Obama
di iniziare a dimostrarsi degno di tale premio osservando la volontà internazionale di 187 paesi che hanno chiaramente detto che il blocco a Cuba deve cessare immediatamente.
Associazione Nazionale di Amicizia Italia-Cuba
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Atlanta nega la possibilità di Appello ai Cinque cubani
(Prensa Latina) Abbiamo appena ricevuto la notizia che la Corte di Appello di Atlanta ha rifiutato il 2 settembre 2008 il sollecito di riconsiderazione del caso che gli avvocati della difesa avevano presentato rispetto ai nostri Cinque compagni incarcerati negli Stati Uniti. Questo significa che si conferma ed entra in vigore la decisione adottata lo scorso 4 giugno dal Pannello di tre Giudici. Di conseguenza si confermano anche i verdetti di colpevolezza dei Cinque; si confermano le sentenze contro Gerardo (due ergastoli più 15 anni) e René (15 anni), ed il giudice Joan Lenard, della Corte di Miami, può, a partire da ora, iniziare il processo per dettare nuove sentenze a Ramon, Antonio e Fernando.
Dopo questa decisione, la difesa ha tempo fino al 1º dicembre 2008 per sollecitare la Corte Suprema degli Stati Uniti, affinché riveda il caso.
Ora, più che mai, risulta imperativo spingere al massimo la Giornata Internazionale e tutte le azioni di appoggio che si possano realizzare.
Non smetteremo un solo giorno di esigere Giustizia e Libertà per i Cinque cubani. Comitato Internazionale per la Libertà dei Cinque
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Convocate in USA marce per la liberazione dei 5 antiterroristi cubani
Washington, 5 giugno (Prensa Latina)
Il Comitato Nazionale per la Liberazione dei Cinque antiterroristi cubani incarcerati negli Stati Uniti ha convocato per oggi e domani manifestazioni in varie città, in risposta alla sentenza di un tribunale federale d'appello.
In un comunicato, l'organizzazione sollecita ad organizzare marce a New York, Los Angeles, Boston, Miami, Detroit ed altre città, per esigere la scarcerazione degli imputati.
L'appello esorta, inoltre, a realizzare proteste a Cuba davanti ad edifici del governo federale ed all'estero di fronte ad ambasciate, consolati ed altre dipendenze degli Stati Uniti.
L'organizzazione segnala che il panel di tre giudici del Tribunale d'Appello dell'Undicesimo Circuito di Atlanta, con un'insolita decisione ieri, ha rigettato il ricorso d'appello presentato dalla difesa dei Cinque, confermando tutte le imputazioni per le quali furono condannati nel giudizio di primo grado.
Tra esse, quelle di cospirazione ai fini di spionaggio ed assassinio.
Dal 12 di settembre del 1998, Ramón Labañino, Fernando González, Antonio Guerriero, Gerardo Hernández e René González sono detenuti nelle prigioni statunitensi, puniti per aver informato il proprio paese su piani d’azioni terroristiche organizzate in Florida.
Le pene oscillano da 15 anni di prigione fino al doppio ergastolo comminato a Gerardo.
Nell'udienza di mercoledì scorso, il panel ha annullato alcune imputazioni a tre di essi che dovranno essere nuovamente giudicati a Miami.
Il giudizio, di 99 pagine, ordina il riesame dei casi di Ramón, condannato all'ergastolo più 18 anni, di Fernando, a 19 anni, e di Antonio, all'ergastolo più 10 anni.
Le pene di René, 15 anni, e Gerardo, due ergastoli più 15 anni, sono state confermate.
I giudici non hanno ritenuto meritevoli di nota gli argomenti presentati dalla difesa contro la dichiarazione di colpevolezza dei cinque antiterroristi.
Il 20 agosto scorso, gli avvocati dei patrioti cubani denunciarono davanti al tribunale di Atlanta le manipolazioni politiche del processo giudiziale che determinarono la reclusione dei Cinque, come risaputo a livello internazionale.
La difesa confutò la "Causa No.3" contro Gerardo imputato di cospirazione per commettere assassinio, ritenendola insufficiente dal punto di vista legale.
Un altro aspetto denunciato era la brutta condotta del governo nel processo giudiziale, particolarmente del pubblico ministero statunitense John Kastrenakes, nella sua arringa conclusiva davanti alla giuria.
In quell'istanza, Kastrenakes superò i limiti del proprio mandato.
La terza tematica discussa era riferita alle sentenze di Gerardo, Antonio e Ramón, condannati all'ergastolo malgrado non si trattasse di un caso di sicurezza nazionale.


Inaugurada en Los Angeles valla sobre los Cinco
Per non mandare in fumo la Terra dovremmo fare tutti come i cubani.
(Il paese caraibico e' l'unico a garantire tenori di vita dignitosi senza sprecare risorse)
di Alex Saragosa
su La Repubblica del 07/12/2007
Quanti Paesi assicurano un buon livello di vita ai loro cittadini, in modo sostenibile? Secondo il Global Footprink Network, un’associazione che misura l’impatto ambientale dello sviluppo economico, ce n’è uno solo: Cuba.
I ricercatori del Gfn hanno incrociato due parametri, l’ Hdi, indice di sviluppo umano, che misura la qualità della vita di un Paese in termini di longevità, reddito, sanità, educazione e il Planet Lifestyle (Pl), cioè il numero di pianeti necessari per soddisfare le esigenze di consumo se tutti gli abitanti del mondo adottassero lo stile di vita di una certa nazione. Un Hdi di 1 è la situazione ideale, mentre un Pl di 1 indica uno stile di vita che richiede esattamente quanto il mondo può produrre senza danni ambientali. L’umanità, pur avendo un indice Hdi ancora inferiore a 0,7 , ha già un Pl di 1,3: consuma più di quanto la Terra si possa permettere. In realtà, i Paesi africani e parte di quelli asiatici hanno un Pl sopportabile, ma indici di Hdi inaccettabilmente bassi. Al contrario, i Paesi ricchi hanno ottimi indici di sviluppo umano, ma ci vorrebbero 2,5 Terre se tutti volessero vivere come l’Europa e ben 5 se tutti imitassero gli Usa. Unica eccezione Cuba, che con un Hdi di 0,8 e un Pl di 0,9 assicura una vita dignitosa ai suoi cittadini, con un consumo sostenibile.

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